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martedì 29 luglio 2008

Un nonno coi coglioni

Per tutta la vita ha fatto l'agente di viaggio. Poi, quando è arrivata l'età della pensione ha deciso di cominciare una nuova carriera: quella dell'attore porno. E' successo in Giappone dove Shigeo Tokuda è diventato una star del genere a luci rosse con 200 film all'attivo girati in compagnia di donne dai 20 ai 70 anni. "Quando sono andato in pensione mi sono reso conto che non avevo niente da fare - ha raccontato - questa è la mia seconda vita, non so per quanto tempo la potrò vivere, ma la vivrò fino alla fine". Intanto il sexy-nonno è un marchio di fabbrica, un vero mito per i cultori nipponici del porno e una macchina da soldi per la sua casa di produzione, la Rudy. "Abbiamo iniziato a produrre film prima con attori trentenni, poi siamo passati ai quarantenni e ai cinquantenni e ora produciamo moltissimi film con attori che hanno dai 60 ai 70 anni", ha spiegato il presidente della Rudy, Ryuichi Kadowaki. Il Giappone ha l'età media più alta al mondo insieme all'Italia e per questo il mercato del porno per anziani sta diventando un vero fenomeno. "Per la sua generazione Tokuda è una superstar - racconta Gaichi Kono, regista di video per adulti - incoraggia le persone più anziane a pensare che se lo fa lui, può farlo chiunque". Shigeo, poi, ha assicurato che da quando gira i suoi film si sente sempre più in forma e non ha dubbi sul suo futuro: "Voglio continuare a fare film anche oltre gli ottant'anni"

giovedì 26 luglio 2007

ATM Reprogramming Caper Hits Pennsylvania

Per il momento pare l'abbia fatta franca lo sconosciuto che, lo scorso mese, è entrato in un minimarket a Derry (Pennsylvania) e ha ripulito per due giorni di fila il bancomat presente nel negozio. Aiutato da una complice, è riuscito a portare a casa un bottino da 1.540 dollari in due sole visite.

A raccontare la vicenda è lo stesso proprietario del negozio, Vince Mastrorocco: "Sono venuti, hanno colpito il primo giorno - un uomo e una donna - e mi hanno ripulito" ha detto a Wired: "Poi sono tornati il giorno dopo e mi hanno ripulito di nuovo". Nonostante sia trascorso quasi un mese dall'accaduto, la polizia sembra brancoli ancora nel buio. Una rapina bella e buona, compiuta però senza bisogno di minacce o armi: lo sconosciuto signore, in pantaloncini e sandali, si è avvicinato al bancomat e si è limitato a riprogrammarlo per convincerlo ad erogare biglietti da 20 in luogo di quelli da un dollaro.

La macchina vittima del crack è piuttosto "famosa" online: si tratta di un Triton 9100, il cui manuale di manutenzione è disponibile online e contiene le password di default per l'amministrazione in chiaro, stampate tra gli altri dati e le istruzioni per l'uso. Non sarebbe neppure la prima volta che capita qualcosa del genere, visto che già l'anno scorso qualcosa di simile era accaduto in Virginia, in una pompa di benzina equipaggiata con un Tranax 1500 - l'altro apparecchio che si contende la leadership di mercato col Triton. Anche per questo è in circolazione il manuale di manutenzione, che descrive tutti i passi necessari a porlo in "modalità operatore" e riprogrammarlo secondo le proprie "esigenze".

Il problema, come accaduto nel caso della Pennsylvania, è dettato dal fatto che queste apparecchiature vengano poste negli esercizi commerciali e gestite dai proprietari che non sono esattamente degli esperti di elettronica e informatica. "Non sono un tecnico - ammette Mastrorocco - io taglio la carne e vendo verdure. È questo il mio lavoro. Non so niente di Bancomat, mi limito a metterci i soldi dentro e le persone li prelevano". Il Triton 9100 dispone di due password amministrative: una di primo livello, necessaria per le piccole configurazioni e le operazioni giornaliere, ed una più pericolosa, chiamata master passcode, necessaria per modificare parametri importanti come appunto l'erogazione delle banconote.

Mastrorocco aveva cambiato la prima una volta, quando aveva ricevuto la macchina tre anni fa: ma la Cardtronics, l'azienda che si occupa della gestione di questi apparecchi, non aveva mai fatto menzione della necessità di cambiare anche la parola chiave principale. Neppure quando il commerciante si era rivolto a loro per un problema, la cui soluzione richiedeva quel codice per portare a termine l'operazione: al malfattore è bastato quindi digitare la stringa "123456" per avere accesso al pannello di configurazione: in pochi secondi ha compiuto il suo hack e si è portato a casa il bottino in banconote di piccolo taglio.

Stavolta però Mastrorocco pare avere imparato. Ora la sua master passcode è cambiata già due volte dal furto: "Sono paranoico. Forse la cambierò di nuovo stasera... Per il momento è impossibile da scoprire "654321": sono un genio!"

Fonte: Punto informatico

Rapinatore scoraggiato accompagnato alla porta

21 luglio 2007 - Genova
"Per favore, mi accompagna alla porta?" Così si è conclusa la tentata rapina alla filiale Unicredit di via Dante a Genova.
Il rapinatore, dopo esser stato accompagnato alla porta, si è scusato e avviandosi lungo la strada è sparito.
Ieri mattina, il fenomeno si è presentato nella filiale e ha fatto intravedere al cassiere il calcio di una pistola infilata nei pantaloni. Il cassiere però ha informato il rapinatore che le casse avevano la chiusura a tempo e che quindi non poteva consegnargli il denaro.
L'uomo si è convinto che non era possibile portare a termine la rapina e ha preferito andarsene, chiedendo al cassiere di accompagnarlo fino alla porta.

Il fumo fa male...


26 luglio 2007 - Phoenix, Arizona

Rapinatore si ferma per le sigarette
Inseguito dalla polizia, ha parcheggiato la sua auto per comprare un pacchetto di sigarette. E l'ha pagato 20 dollari: non aveva tempo per aspettare il resto.
L'uomo è stato arrestato poco dopo.

domenica 18 febbraio 2007

…ma il cielo è sempre più blu!

Ogni anno, come per le altre, anche per l’azienda “terra” si redigono i bilanci.
Possiamo dire che il 2006 è stato un anno ottimo: infatti abbiamo chiuso con 2 guerre in meno rispetto al 2005. Attualmente vantiamo all’attivo soltanto 24 guerre, necessarie per la redistribuzione del reddito tra le nazioni.
Non si combatte più in Balucistan, Nepal, Waziristan e Burundi, ma troviamo nuovi conflitti in Libano e Repubblica Centrafricana.
(per essere chiari… “guerra”: gente che ammazza, gente che muore)
Ecco un elenco veloce in ordine alfabetico delle guerre in corso:
- Afghanistan- Algeria- Cecenia- Ciad- Colombia- Costa d’Avorio- Etiopia- Filippine- Haiti- India- Iraq- Kashmir- Libano- Myanmar- Nigeria- Palestina- Repubblica Centrafricana- Repubblica Democratica del Congo- Somalia- Sri Lanka- Sudan- Thailandia- Turchia- Uganda

E come se non bastasse:
Fame
Ogni 2,43 secondi (2,43 SECONDI!!!) una persona nel mondo muore di fame (nell’85% dei casi si tratta di un bambino sotto i 5 anni di età). Il che vuol dire più di 30.000 persone al giorno. (l’11 settembre 2001, stando alla popolazione mondiale dell’epoca, sono morti almento 35.600 persone in un giorno!)
Aids
Ogni minuto muore un bambino per le conseguenze di questa malattia. Ogni giorno 6000 ragazzi tra i 15 e i 17 anni contraggono il virus HIV.
Ogni anno 650.000 bambini ricevono l’Hiv dalle proprie madri.


…gente che soffre tutto il giorno, tutti i giorni….
E DI TUTTO CIO’ SE NE SENTE PARLARE VERAMENTE POCO, TROPPO POCO.

Ma c’è tanto altro, credetemi, c’è tanto altro…

Ieri sera leggo sulle principali testate dei quotidiani una notizia agghiacciante, a dir poco sconvolgente, che fa riflettere. E con gli occhi lucidi per la commozione, che già solamente il suo titolo mi suscita, inizio tremolante a leggerla.
Non volendo rischiare di alleggerire il carico emozionale della notizia e/o banalizzarne il contenuto con qualche interpretazione non corretta del testo, riporto qui di seguito direttamente l’articolo pubblicato su repubblica.it il 17/02/07:

Operazione per Bush, rimossi due nei dalla faccia.
Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha subito un piccolo intervento medico che ha rimosso due nei "benigni" che si trovavano sulla sua tempia sinistra. Lo ha riferito il portavoce della Casa Bianca Scott Stanzel. L'intervento, praticato dal dermatologo Steve Krivda, è durato cinque minuti ed è stato effettuato nello studio medico della casa Bianca.”

Due nei… due nei, capito?!?!?
Dapprima mi è scappato un sano “e chi se ne fotte?”, ma poi ho capito che invece è giusto che certe cose si sappiano. La gente deve sapere che al mondo ci sono persone che soffrono e rischiano tutti i giorni.
Ed è per questo che voglio diventare anche io portavoce di queste sofferenze, rendendovi partecipi delle mie (che in questo caso sono sicuramente peggiori di quelle del presidente degli Stati Uniti): la prossima settimana forse mi opero di emorroidi. Vi scriverò com’è andata!

P.s. Non è una foto del presidente, ma del mio culo... capisco e scusate la somiglianza.